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Promuoviamo l'autoconsapevolezza e l'evoluzione sociale, proponendo attività solidali, percorsi e workshop che spaziano 

dal Teatro Emozionale Interattivo alla Scrittura del Sé, dalla Comunicazione Efficace alla Crescita Personale,

dall'Informazione Scientifica alla Formazione Olistica, dal Tai Ji Quan & Qi Gong alla Meditazione,

collaborando anche con Associazioni, Enti, Scuole, Cliniche, Comunità, Case Circondariali, Carceri.

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SULL'AUTOCONSAPEVOLEZZA.

Timo Cruz nel film COACH CARTER.

Libera interpretazione della poesia "La Nostra paura più profonda"

di Marianne Williamson, tratta dal suo libro "Return to Love".
Poesia divenuta famosa anche perché fu citata

dal Presidente Nelson Mandela, nel suo discorso di insediamento.

 

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La nostra paura più profonda
non è quella di essere inadeguati.


La nostra paura più profonda
è quella di avere un enorme potere.


È la nostra luce, non la nostra oscurità,
che ci spaventa di più.


Ci chiediamo: “chi sono io,
per credermi brillante, stupendo,
pieno di talenti, favoloso?”


In realtà, chi sei tu per NON esserlo?

Sei un figlio di Dio.


Il tuo stare nel piccolo non aiuta il mondo.
Non c’è niente di illuminato nel raggrinzirti, 
così che le altre persone 
non si sentano insicure vicino a te.


Sei fatto per risplendere, come i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è in noi.


Non è solo in alcuni di noi: è in ognuno.


E quando lasciamo splendere la nostra luce,
inconsciamente diamo il permesso agli altri di fare lo stesso.


E quando ci liberiamo dalla nostra paura,
la nostra presenza automaticamente libera gli altri.

SULL'EVOLUZIONE SOCIALE.

Film di animazione della campagna CARITAS ITALIANA 2014.

Interpretazione del racconto "Inferno e Paradiso" di Mahatma Gandhi.

     

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Un sant’uomo ebbe un giorno a conversare con Dio

e gli chiese: Signore, mi piacerebbe sapere come sono

il Paradiso e l’Inferno. Dio condusse il sant’uomo verso

due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all’interno.

C’era una grandissima tavola rotonda.

 

Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente

contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant’uomo sentì

l’acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo

erano magre, dall’aspetto livido e malato.

 

Avevano tutti l’aria affamata. Avevano dei cucchiai,

dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.

Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne

un po’ ma, poiché il manico del cucchiaio era più lungo

del loro braccio, non potevano accostare il cibo alla bocca.

Il sant’uomo tremò alla vista della loro miseria e delle

loro sofferenze. Dio disse: Hai appena visto l’Inferno.

Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta.

Dio l’aprì. La scena che l’uomo vide era identica alla precedente.

C’era la grande tavola rotonda, il recipiente

che gli fece venire l’acquolina. Le persone intorno alla tavola

avevano anch’esse i cucchiai dai lunghi manici.

Questa volta, però, erano ben nutrite e felici

e conversavano tra di loro sorridendo.

 

Il sant’uomo disse a Dio: Non capisco!

È semplice, rispose Dio, essi hanno imparato a nutrirsi

gli uni con gli altri. I primi, invece, non pensano che

a loro stessi. Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura,

la differenza la portiamo dentro di noi.

 

Sulla terra c’è abbastanza per soddisfare i bisogni

di tutti, ma non per soddisfare l’ingordigia di pochi.

Sono le azioni che contano. I nostri pensieri,

per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto

che non vengono trasformati in azioni.

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.

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